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lunedì 16 novembre 2015

Panzerotti in padella con patate, olive e cime di rapa (vegan)

Ingredienti (per 6 panzerotti)

per la pasta:
150 g di farina di grano tenero semiintegrale
90 ml di acqua tiepida
15 g di olio e.v.o.
2 g di sale integrale

per il ripieno:
8 patate piccole (con la buccia)
un mazzetto di cime di rapa
una ventina di olive taggiasche
1 spicchio d'aglio
peperoncino q.b. (opzionale)
olio e.v.o.

Procedimento
Impastate gli ingredienti per la pasta, avvolgetela nella pellicola e lasciatela riposare per 20 minuti.
Per il ripieno cuocete a vapore le patate e le cime di rapa (se il sapore delle cime di rapa non piace, possono tranquillamente essere sostituiti con spinaci o erbette), poi saltateli in padella con olio, precedentemente insaporito con un po' di aglio privato dell'anima (che poi va tolto prima di aggiungere le verdure) e peperoncino. Aggiungete anche le olive taggiasche per insaporire il tutto e lasciate raffreddare il ripieno.
Tagliate l'impasto in 6 parti uguali e formate delle palline, poi stendetele con n mattarello cercando di ottenere una forma tonda. Mettete il ripieno su metà dell'impasto e richiudete piegando l'altra metà. Sigillate bene il bordo ripiegandolo su se stesso e sciacciando con le dita.



Ora cuocete i vostri panzerottini su una padella antiaderente ben calda, circa 5 minuti per lato. Non cuocetene troppi insieme perchè tenderanno ad attaccarsi tra loro finchè non sono cotti.


 Con questa ricetta partecipo alla raccolta "L'orto del bimbo intollerante" di novembre

http://senzaebuono.altervista.org/raccolta-di-ricette-novembre/#/




Polpettine affumicate di ceci e patate (vegan, senza glutine)

Ingredienti (per 15-20 polpettine)

250 g di patate gia lessate (con la buccia)
150 g di ceci già lessati (circa 50-60 g da secchi)
2 cucchiaini di tahin
1 cucchiaino di erba cipollina tritata
1 cucchiaino di pimento (paprika affumicata)
sale integrale

Procedimento
Se non avete dei ceci già pronti all'uso, metteteli in ammollo per 12 ore, poi scolateli, sciacquateli e cuoceteli in acqua bollente per circa 1 ora. Cuocete a vapore le patate fino a quando non saranno belle morbide. Ora dovete semplicemente creare un composto con le patate sciacciate, i ceci (anche questi un po' sciacciati con una forchetta), il tahin, il pimento e l'erba cipollina, aggiustando di sale.
Create delle polpettine rotonde con questo composto e disponetele su una teglia ricoperta con carta forno, poi cuocetele per circa 10-15 minuti, giusto il tempo di farle colorare un po'.
Io le ho servite accompagnate con un'insalata fresca di cavolo cappuccio viola tagliato fine, condito con yogurt di soia e succo di limone.


Con questa ricetta partecipo alla raccolta "L'orto del bimbo intollerante" di novembre

http://senzaebuono.altervista.org/raccolta-di-ricette-novembre/#/

lunedì 9 novembre 2015

Vellutata di topinambur, porri e patate (vegan, senza glutine)

Ingredienti (per 2 persone)

500 g di topinambur
180 g di patate con la buccia
85 g di porri (anche la parte verde)
olio e.v.o.
sale integrale
pepe
nocciole non pelate

Procedimento
Tagliate a rondelle sottili i porri e brasateli in padella con olio e acqua per qualche minuto.
Pelate i topinambur e metteteli in acqua e limone, per evitare che anneriscano.
Aggiungete le patate e i topinambur, entrambi tagliati a pezzetti, ai porri, poi coprite il tutto con l'acqua. Lasciate cuocere per una ventina di minuti o fino a che le patate non saranno belle morbide. Aggiustate di sale e poi frullate il tutto per ottenere la consistenza di una vellutata.
Tostate le nocciole e tritatele grossolanamente. Impiattate la vellutata e condite con un filo di olio a crudo, pepe nero macinato al momento e la granella di nocciole.




giovedì 4 giugno 2015

Colori in cucina, rosa: Tortino di patate e cipolle rosse (vegan e senza glutine)

Una ricetta per un antipastino tanto semplice quanto saporito, che unisce sapori classici e vi permetterà di servire un piatto gustoso, utilizzando solo 3 ingredienti: patate, cipolle e pepe.

Ingredienti (per 5 tortini)

400 g di patate rosse novelle
1 cipolla rossa
olio e.v.o.
pepe nero (se avete quello rosa tanto meglio!)
sale grosso integrale

Procedimento
Tagliate a fettine sottili le patate, poi cuocetele a vapore aggiungendo qualche granello di sale grosso integrale per insaporirle.



Tagliate le cipolle a fettine sottili, poi brasatele con un filo d'olio, qualche granello di sale per insaporire e un po' d'acqua, fino a farle diventare trasparenti.
Ora prendete degli stampini in alluminio e alternate degli strati di patate e cipolle, iniziando e finendo con le patate. Infornate a 200°C per circa 10 minuti.
Sformate dagli stampini e servite i tortini con un'abbondante grattata di pepe, rigorosamente macinato al momento affinchè conservi tutto il suo profumo!

 

mercoledì 30 luglio 2014

Trofie di castagne al pesto di mandorle, con patate novelle e cornetti lunghi (vegan)

Queste trofie sono realizzate in parte con la farina di castagne, proprio come vuole la tradizione ligure, e condite con pesto, cornetti e patate. Al posto dei soliti fagiolini ho utilizzato i fagiolini lunghi (detti anche di Sant'Anna,  fagiolini metro, fagiolini serpenti, fagiolini aparago...), che sono contraddistinti appunto dalla forma allungata e sottile. Sono molto teneri e quando vengono cotti sprigionano un odore che ricorda gli asparagi; anche il loro sapore è caratteristico e leggermente più amarognolo dei fagiolini corti.

Ingredienti (per 3 persone)

per la pasta:
170 g di farina di farro integrale
80 g di farina di castagne
130 g di acqua

300 g di cornetti lunghi
5-6 patate novelle
20 mandorle
40 g di basilico
20 g di olio e.v.o.
acqua q.b.


Procedimento
Impastate le due farine con l'acqua, fino ad ottenere una palla di impasto che avvolgerete nella pellicola senza p.v.c., in modo che non si secchi a contatto con l'aria.
Prelevate dei pezzetti di impasto e formate le trofie, procedendo in questo modo.


Sbucciate le patate, poi tagliatele a piccoli pezzetti e tagliate a pezzettini anche i cornetti. Cuocete pasta, cornetti e patate nella stessa acqua: i cornetti impiegheranno 15 minuti, le patate 10 e le trofie 6 minuti circa.


Tostate le mandorle in un pentolino, poi frullatele con l'olio, il basilico e un po' d'acqua, in modo da rendere il tutto più fluido.
Scolate pasta e verdure e condite il tutto con il pesto.




domenica 27 aprile 2014

Gnocchi di primavera con fonduta di taleggio di capra

Per preparare questi gnocchi ho utilizzato delle patate novelle, che non sono proprio le migliori per gli gnocchi perchè contengono più acqua, ma hanno tante proprietà in più rispetto alle patate più vecchie.
In primis sono più ricche di vitamina C e selenio e grazie al loro elevato contenuto di potassio sono utili per prevenire e combattere l'ipertensione; per conservare al meglio tutte queste caratteristiche, andrebbere cotte intere, dopo averle spazzolate, a vapore o in forno e se possibile consumate con la buccia, perchè anche questa contiene sostanze benefiche.
Parlando di patate, mi sembra doveroso introdurre il concetto di indice glicemico, poichè le patate vengono spesso sconsigliate ai diabetici e chi soffre di insulino resistenza, proprio per il loro elevato indice glicemico. Detto in parole povere, esso non è altro che la "velocità" con cui gli zuccheri contenuti in un alimento arrivano nel nostro sangue, provocando un innalzamento della glicemia, e viene calcolato su 100 g di carboidrati dell'alimento considerato, ed espresso poi in rapporto a 100 g di glucosio.
Un alto indice glicemico provoca un picco di glicemia (una curva che sale e poi subito ridiscende), mentre alimenti a basso indice glicemico (tra cui tutti gli alimenti integrali e ricchi di fibre) fanno salire la glicemia in modo graduale e la curva si mantiene per più tempo, scendendo altrettanto gradualmente. Questo, in termini di senso di fame e sazietà, si traduce in un mantenimento per un tempo più prolungato del senso di sazietà nel caso degli alimenti a basso indice glicemico, mentre per quelli ad alto indice glicemico, la ridiscesa brusca della glicemia equivale al ritorno del senso di fame. A parte questo aspetto, la frequente assunzione di alimenti ad alto indice glicemico, alla lunga può portare ad una insulino-resistenza, ovvero una bassa sensibilità delle cellule all'azione dell'insulina (che fa entrare il glucosio nelle cellule), e che altro non è che il preludio allo sviluppo di un diabete di tipo 2. Un altro problema derivante dall'assunzione frequente e prolungata di questi alimenti raffinati, è l'instaurarsi di un ambiente che, secondo alcuni studi, potrebbe essere particolarmente favorevole allo sviluppo di cellule tumorali, poichè caratterizzato da iperglicemia e iperinsulinemia. Comunque è sempre importante valutare anche il carico glicemico di un alimento, ovvero moltiplicare l'IG per i grammi di carboidrati presenti in 100 g di alimento, diviso poi per 100, in modo da avere un riferimento effettivo rispetto all'alimento; è inutile allarmarsi per l'alto indice glicemico della zucca se poi in 100 g di zucca ci sono solo 6.5 g di carboidrati!
Detto ciò, l'indice glicemico di un alimento è influenzato da vari fattori, tra cui la varietà e il grado di maturazione dell'alimento (ad esempio le patate novelle hanno indice glicemico inferiore rispetto alle altre), la zona di provenienza geografica, ma anche la modalità di cottura e preparazione, la temperatura di consumo o l'interazione con altri nutrienti (soprattutto fibre, proteine e grassi) che possono modulare l'indice glicemico.
In particolare le proteine, i grassi e le fibre, sia contenute nell'alimento stesso, che aggiunte in cottura o consumate nello stesso pasto, abbassano l'ndice glicemico, mentre alcune modalità di cottura, come ad esempio la lessatura nel caso di patate e carote, lo aumenteno di molto; perciò ad esempio se cuocete delle carote al vapore, sarà poi meglio farle saltare in padella con olio, che consumarle scondite (e in questo modo aumenterete anche l'assorbimento di betacarotene, che è liposolubile).
Ma torniamo alle patate, da cui era partito tutto questo discorso, e che abbiamo visto avere un elevato indice glicemico. A questo problema si può ovviare ad esempio, cuocendole in associazione a dei grassi (patate arrosto condite con olio), ma anche lasciandole raffreddare dopo averle cotte a vapore o averle fatte bollire. Questo perchè l'amido contenuto nelle patate si gelifica in cottura (diventando più disponibile alla digestione), ma ritorna ad uno stato meno disponibile se lasciato raffreddare (amido retrogradato). E questo non vale solo per le patate, ma per tutti gli alimenti che contengono amido, come cereali, legumi, tuberi...
Stiamo parlando di "amido resistente" ( in inglese "resistant starch"), che troviamo anche nelle banane acerbe o nel pane raffermo, e che proprio perchè poco digeribile e disponibile, svolge una funzione simile a quella delle fibre, risultando anche protettivo per l'insorgenza di alcuni tipi di tumore, soprattutto quelli del grande intestino.


Ingredienti (per 3 persone)

380 g di patate novelle
220 g di carote
una decina di asparagi
200 g di farina tipo "0" + altra

per la fonduta:
100 g di taleggio di capra
60 ml di latte scremato

Procedimento
Per prima cosa mettete a bagno il taleggio, tagliato a cubetti, nel latte, dove dovrà restareper almeno 2 ore.
Cuocete le patate con la buccia e le carote a vapore, fino a che non risulteranno tenere se infilzate con un coltello. Sbucciate quindi le patate, poi schiacciate le verdure con uno schiacciapatate e disponetele su un piano a raffreddare. Cuocete gli asparagi, privati della parte più dura del gambo, a vapore per 15-20 minuti.
Unite la farina alle verdure schiacciate e impastate, fino ad ottenere una palla di impasto; aggiungete altra farina se necessario. Prendete ora dei pezzetti di impasto, ricavate delle striscioline che siano circa della stessa lunghezza degli asparagi, appiattitele e poi posizionate un asparago al centro di ognuna (tenete da parte qualche asparago per decorare). Richiudete l'impasto, avvolgendolo attorno all'asparago e rifilando gli eventuali eccessi di impasto alle estremità. Tagliate quindi gli gnocchi e disponeteli su un piatto infarinato.

Mettete a bollire una pentola di abbondante acqua salata e quando bolle cominciate a buttare gli gnocchi pochi alla volta, da scolare con una schiumarola quando vengono a galla.
Per preparare la fonduta versate il latte e il taleggio che avevate messo da parte in un pentolino e scaldate, mescolando di tanto in tanto, fino a che il formaggio non si sarà sciolto.
Una volta scolati tutti gli gnocchi, impiattate, condite con la fonduta e aggiungete qualche pezzetto di asparago per decorare.